Passa ai contenuti principali

Appunti di WPF – Ottava Puntata – Content Controls

Un controllo, in WPF, è un oggetto in grado di ricevere l’input dell’utente e di ricevere il focus dell’applicazione.

I content controls sono particolari controlli che possono contenere un elemento grafico qualsiasi e derivano dalla classe ContentControl secondo la seguente gerarchia:

WPF_08_ContentControls_Fig1

La maggior parte dei controlli più comuni sono, in definitiva, dei content controls: Button, Label, RadioButton, CheckBox sono in grado di contenere un elemento anche complesso.

Esistono poi dei particolari content controls che hanno la capacità di contenere due elementi complessi: uno come intestazione e uno come corpo. Appartengono a questa categoria i GroupBox, TabItem e gli Expander.

La proprietà Content dei content controls può ospitare un solo oggetto ma se utilizziamo come tale un container, ecco che possiamo inserire una qualsiasi combinazione di oggetti grafici.

In realtà, il comportamento grafico di un content control cambia in base al tipo di oggetto che contiene:

· Oggetto che deriva da UIElement: in questo caso, il framework richiama il metodo OnRender() dell’oggetto contenuto;

· Oggetto che non deriva da UIElement: in questo caso il framework richiama il metodo ToString() per renderizzare l’oggetto (un pò come accade nelle windows forms).

Cominciamo con il vedere un esempio di come utilizzare la proprietà content di un content control. Ad esempio, il seguente XAML:

  1. <Button Width="150" Height="200" Name="btnCustom">
  2.     <Button.Content>
  3.         <StackPanel>
  4.             <TextBlock HorizontalAlignment="Center">Testo sopra l'immagine</TextBlock>
  5.             <Image Source="images\EMOTICON SMILE.png" Margin="2"></Image>
  6.             <TextBox Margin="2" Name="innerTextBox"></TextBox>
  7.         </StackPanel>
  8.     </Button.Content>
  9. </Button>

genera il seguente bottone:

WPF_08_ContentControls_Fig2

Il contenuto del bottone (la proprietà Content) è costituito da un controllo TextBlock, un Image e un TextBox tutti contenuti in uno StackPanel.

E’ evidente, quindi che l’unico limite è la nostra fantasia.

Per sapere se un content controls ha un contenuto o meno possiamo utilizzare la proprietà HasContent che assume il valore true se il bottone contiene qualcosa (sia esso un oggetto complesso complessa che un oggetto semplice).

Un’altra proprietà fondamentale dei content controls è la Template. La proprietà Template consente di ridefinire il modo con cui un controllo WPF viene disegnato.

Ad esempio prendiamo il seguente XAML:

  1. <Button Margin="2" Height="80" Width="80" Name="btnTemplate">
  2.     <Button.Template>
  3.         <ControlTemplate>
  4.             <Border BorderThickness="2" BorderBrush="red" CornerRadius="5" Margin="10">
  5.                 <StackPanel VerticalAlignment="Center" >
  6.                     <Image Source="images\EMOTICON SMILE.png" Margin="2" Height="50"></Image>
  7.                 </StackPanel>
  8.             </Border>
  9.         </ControlTemplate>
  10.     </Button.Template>
  11. </Button>

Il controllo che ne viene fuori è il seguente:

WPF_08_ContentControls_Fig3

Quest’ultimo non sembra per nulla un bottone, eppure mantiene le sue peculiarità tra le quali l’evento click pur apparendo in modo nettamente differente dal solito.

La proprietà Template è fondamentale per poter ridefinire il layout dei nostri controlli in modo da dare una nuova veste alle nostre interfacce.

Un insieme di controlli interessanti sono gli headered controls, ovvero quei controlli che possono visualizzare due “oggetti” distinti: uno per l’intestazione e uno per il contenuto vero e proprio.

Ad esempio, il seguente XAML mostra come utilizzare un GroupBox personalizzando l’intestazione ed il contenuto:

  1. <GroupBox>
  2.     <GroupBox.Header>
  3.         <StackPanel Orientation="Horizontal" Margin="2" VerticalAlignment="Center">
  4.             <Image Source="images/Folder.png" Height="20" Margin="2"></Image>
  5.             <TextBlock VerticalAlignment="Center">Intestazione</TextBlock>
  6.         </StackPanel>
  7.     </GroupBox.Header>
  8.     <GroupBox.Content>
  9.         <StackPanel VerticalAlignment="Center" >
  10.             <Image Source="images\EMOTICON SMILE.png" Margin="2" Height="50"></Image>
  11.             <TextBlock FontSize="16" HorizontalAlignment="Center">Contenuto</TextBlock>
  12.         </StackPanel>
  13.     </GroupBox.Content>
  14. </GroupBox>

Il risultato è il seguente :

WPF_08_ContentControls_Fig4

Altri controlli Headered sono il TabItem (ovvero la singola pagina di un TabControl) e l’Expander.

Quest’ultimo consente di aprire a comando un pannello con del contenuto:

  1. <Expander>
  2.     <Expander.Header>
  3.         <Border BorderBrush="Blue" BorderThickness="1" CornerRadius="2">
  4.             <TextBlock Margin="2">Intestazione</TextBlock>
  5.         </Border>
  6.     </Expander.Header>
  7.     <Expander.Content>
  8.         <Border BorderBrush="Blue" BorderThickness="1" CornerRadius="2">
  9.             <Border.Background>
  10.                 <RadialGradientBrush>
  11.                     <GradientStop Color="gray" Offset="0.25"></GradientStop>
  12.                     <GradientStop Color="LightGray" Offset="1"></GradientStop>
  13.                 </RadialGradientBrush>
  14.             </Border.Background>
  15.             <TextBlock TextWrapping="Wrap" Margin="5">
  16.             Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit.
  17.             Duis vel lacinia metus. .......
  18.             </TextBlock>
  19.         </Border>
  20.     </Expander.Content>
  21. </Expander>

WPF_08_ContentControls_Fig5WPF_08_ContentControls_Fig6













Scarica la versione PDF dell'articolo. Scarica la versione Amazon Kindle dell'articolo.
 

Commenti

Post popolari in questo blog

VB for Dummies: La serializzazione – parte 2

Questo post è la continuazione del precedente post sulla serializzazione. In particolare vedremo la serializzazione SOAP e quella JSON.   Serializzazione SOAP La serializzazione SOAP è demandata alla classe SOAPFormatter contenuta nel namespace System.Runtime.Serialization.Formatters.Soap contenuto nella libreria omonima. Il formatter SOAP risale alle primissime versioni del framework e, purtroppo, da un certo punto in poi, pur non essendo stato dichiarato obsoleto, non è stato portato avanti nello sviluppo e non supporta alcuni tipi di dati usatissimi nel mondo .NET quali i generici e i nullable. Per questo motivo, non possiamo serializzare in formato SOAP (utilizzando il SOAPFormatter) la nostra Fattura (vedi post precedente) poichè questa ha una proprietà di tipo List(Of DettagliFattura) (generico).   Serializzazione JSON Il formato di serializzazione JSON (maggiori info qui ) è un formato testuale molto in voga nelle applicazioni AJAX. Si trata di un mod...

Recensione: Windows Runtime via C#

Può sembrare strano che un VB-ista legga un libro su C#, ma come diceva Sun Tzu: “ Se conosci il tuo nemico, conosci te stesso ”. A parte gli scherzi, il libro vale la pena di essere letto a prescindere dal linguaggio .NET con cui si lavora. Oltre  290 pagine dedicate agli aspetti fondamentali dello sviluppo con Windows Runtime per le Windows Store App. I prerequisiti per poter leggere il libro sono la conoscenza di C# e di Visual Studio e gli autori non danno per scontato quasi nulla partendo dai concetti di base quali il type system e i suoi principi (argomento che di solito è saltato a piedi pari da chi si avvicina al mondo WinRT dal framework completo e che, se non compreso, può dare problemi nello sviluppo quotidiano). Tra i concetti che possiamo definire “core”, troviamo anche i capitoli dedicati all’app packaging e al process model, entrambi ben strutturati e chiari. Già solo questi tre capitoli iniziali giustificherebbero, in un certo qual modo, l’acquisto del libro, ...

Alla scoperta del Kinect : questione di profondità

Nei due precedenti post ( link e link ) abbiamo fatto conoscenza con “l’aggeggio” kinect e visto come sia possibile, in maniera molto semplice, gestire lo stream video proveniente dalla camera. In questo post diamo un’occhiata alla capacità che ha il Kinect di fornire frame in cui l’immagine non è la rappresentazione fedele della realtà che ci circonda ma la rappresentazione bidimensionale della distanza degli oggetti dai sensori di profondità. L’aggeggio, infatti, dispone di un sensore di profondità che è in grado di fornirci la distanza dei punti inquadrati da se stesso e, in più, è in grado di dirci a quale “player” fa riferimento ogni singolo pixel. Ma andiamo con ordine. Per abilitare la ricezione del depth stream è necessario: Istanziare la classe Runtime; Agganciare il gestore dell’evento DepthFrameReady; Inizializzare l’istanza della Runtime scegliendo una delle opzioni che abilitano il sensore di profondità; Aprire lo stream dei dati relativi alla pro...